Il blog di Comma3

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Impianto cerebrale per recuperare i ricordi dimenticati

Recuperare-i-ricordi-dimenticatiricordi dimenticati come si possono recuperare? Con l’aiuto di foto o filmati, di racconti di persone con le quali li abbiamo condivisi o ancora concentrandosi e rilassandosi provando a entrare nel nostro io più profondo. Ma se abbiamo subito un trauma al cervello è praticamente impossibile andare a “restaurare” ciò che è andato danneggiato a livello fisico. Eppure, dalla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), si sta studiando uno speciale tipo di impianto cerebrale a diretto contatto con il cervello che funziona come una sorta di sistema di backup. Chiamato RAM (Restoring Active Memory), una volta installato può andare a registrare i ricordi e a re-immetterli in caso di danno. Ok tutto molto bello, ma siamo solo a livello concettuale, quando sarà messo in pratica?

La Siae preme per la tassa sugli smartphone

SIAE_LogoUna tassa sugli smartphone. È questa la proposta di Siae e Confindustria Cultura al ministro Dario Franceschini, destinato a incontrare lunedì 10 marzo il cantautore Gino Paoli, presidente della Siae.
Dopo le dimissioni del governo Letta, il decreto che aggiorna il «compenso della copia privata di contenuti acquistati legalmente» è rimasto fermo, ma ora è stato chiesto al ministero della Cultura di approvarlo.
Come si legge su Repubblica, il presupposto del pagamento è che chi acquista determinati strumenti tecnologici (dagli smartphone ai tablet e le chiavette Usb) utilizzandoli compirà prima o poi una violazione del diritto d’autore, scaricando illegalmente musica o video.

Dimensioni perfette per le immagini di Facebook

POLLQuali sono le dimensioni ideali per le immagini su Facebook? Ecco come ottenere foto di copertina, post e profilo nitide e proporzionate.

Avete pubblicato un’immagine sul vostro profilo o pagina di Facebook e questa appare distorta e sgranata? Probabilmente le dimensioni non sono quelle ideali, e il social network ha adattato automaticamente la vostra foto al layout, modificandone le proporzioni.

Analfabetismo digitale: il virus dell’ignoranza tecnologica

anaLe statistiche etichettano impietosamente l’Italia come regione retrograda. L’esigua percentuale di connazionali che utilizza Internet è sconfortante ed è lo specchio di un fin troppo palpabile analfabetismo digitaleUn recentissimo rapporto d’oltreoceano, però, ci mette in allarme. Se non ci impegniamo ad essere sempre più asini, rischiamo di farci strappare uno dei pochi primati che ancora possiamo vantare nel vergognoso palmares del Belpaese.

Antipirateria, l’Italia sequestra in massa

piraSequestrati 46 domini tra portali di link a contenuti in violazione del diritto d’autore, motori di ricerca torrent e siti di streaming

La Guardia di Finanza, su ordine del Giudice per le indagini preliminari (Gip) di Roma e su richiesta della procura della Capitale, ha sequestrato quarantasei domini che agivano come raccoglitori di link a contenuti pirata, fruibili in streaming, con il download diretto o a mezzo torrent.

«Sul wi-fi pochi dati, ma non c’è rischio cancro»

wifi63L’opinione dei medici sui presunti rischi da onde elettromagnetiche: «Esporsi per 24 ore equivale a una telefonata di 20 minuti sul cellulare. E neanche questo è dimostrato essere dannoso»

«Se davvero le onde wi-fi facessero male, allora dovremmo smettere di usare anche radiosveglia e televisore. Entrambi ricevono onde radio più potenti, perché le emittenti sono molto lontane e quindi è necessaria una forza estremamente maggiore».

“Dolce vita hi-tech”, italiani stregati da app e gadget elettronici

robotQuasi 1 su 4 promuove la tecnologia nella vita di tutti i giorni.

Al primo posto ci sono i viaggi, poi la natura e dopo la musica. A conferma che navigatori e poeti abbondano tra gli italiani. Poi c’è la cucina, ma la tecnologia sta velocemente scalando la classifica delle passioni. In quella generale è al sesto posto, ma se si considera solo la parte maschile di questo universo, la tecnologia sale al 3° posto (33,9%), mentre per i giovani (19-29 anni) la tecnologia è addirittura la passione numero uno (51,8%). Destinata a cambiare profondamente le abitudini degli italiani. I dispositivi Hi-tech sono impiegati “nella vita di tutti i giorni” dal 91% del campione e il trend è verso un utilizzo sempre più capillare, se si pensa che il 64,3% indica che nel prossimo futuro la tecnologia per la cura del sé sarà ancora più diffusa nell’area salute, il 18% pensa che acquisterà più rilevanza nel settore benessere e quasi il 10% crede che sarà più usata per l’igiene e la bellezza.

Le bugie su Twitter hanno i giorni contati: un software le troverà

TWSi chiama Pheme e promette di rendere la vita difficile
a tutti i Pinocchi che cinguettano in 140 caratteri

– Su Internet e sui social network viene riversata una mole incredibile di informazioni che a volte non sono vere e procurano anche allarmi se diventano virali. Spesso alcune notizie si scremano col buon senso e con le verifiche, soprattutto nel lavoro giornalistico, ma ora arriva uno strumento che aiuta a scovare le bugie su Twitter. Si chiama Pheme ed è un software a cui stanno lavorando ricercatori europei capeggiati dall’università di Sheffield. 

Rivoluzione nella sanità Arriva il Tripadvisor degli ospedali

OOOI pazienti votano i migliori istituti sul portale. Per il governo “rivoluzione copernicana”

Votare online gli ospedali e costruire, giorno per giorno, una mappa dei migliori servizi offerti dalla sanità. E’ quanto annunciato dal ministro Beatrice Lorenzin, che definisce l’operazione una “rivoluzione copernicana della salute”.

Un mese “no social”: (diario di una moderna crisi d’astinenza)

FFFFStamattina mi è capitato sotto gli occhi un video che aveva dei connotati talmente assurdi, da risultare un punto di partenza interessantissimo per una riflessione sui mezzi di comunicazione contemporanei: una persona ha filmato ciò che avveniva all’interno di un piccolo aereo appena precipitato nel mare delle Hawaii. Questo improvvisato reporter, insomma, trovandosi a bordo di un velivolo che si stava inabissando in un mare infestato dagli squali, ha dato priorità alla pressante necessità di documentare ciò che stava accadendo, piuttosto che pensare a mettersi in salvo. Risultato: un filmato che toccherà sicuramente numeri di visualizzazioni da capogiro, traffico di utenti superiore a quello di qualsiasi videoclip musicale della rockstar più in voga, migliaia e migliaia di commenti, “mi piace”, dibattiti virtuali. Il sogno di qualsiasi blogger, filmaker amatoriale, reporter, ma forse anche di qualsiasi utente del variegato mondo dei social network.

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