Apple, Google, Paypal puntano a trasformare il cellulare in un borsellino elettronico da usare anche per i pagamenti nei negozi. E non solo loro…

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L’ultima arrivata è Apple Pay, che trasforma il nuovo iPhone 6 in un borsellino elettronico, in grado di fare pagamenti in tutta sicurezza con un clic. Ma da Bitcoin a Google Wallet sono almeno 5 le tecnologie pronte a sostituire il denaro contante e le carte di credito. Come funzionano? E soprattutto, cosa cambia realmente per noi? Ecco quello che c’è da sapere.

1. BITCOINÈ la moneta virtuale più famosa (e discussa). A differenza delle altre valute, non è emessa né regolata da una banca centrale o da un governo, ma frutto di un algoritmo. Le transazioni avvengono su un database distribuito tra i nodi di una rete (peer-to-peer). Dal 2009, anno della sua creazione, ad oggi le sue quotazioni sono salite da 5 centesimi di dollaro a 450 dollari (non senza speculazioni e timori di crolli da un momento all’altro). Per poter spendere un Bitcoin si usa una chiave crittografata che porta al link presso il quale è possibile effettuare la transazione e per ora il suo utilizzo è ancora limitato alle operazioni via internet.

Ma stanno spuntando i primi bancomat che permettono di acquistare bitcoin “dal vivo”, come il Robocoin Kiosk che si trova presso Luiss Enlabs a Roma.

2. APPLE PAYDa ottobre i possessori del nuovo iPhone 6 e dell’ iWatch potranno pagare in 200 mila negozi degli Usa, avvicinando il telefono a un sensore posto accanto alla cassa. I soldi arriveranno direttamente dalla carta di credito registrata sull’app Passbook. Il tutto grazie alla tecnologia NFC (Near field communication), un’evoluzione dell’RFID che permette a due dispositivi di comunicare tra loro a corto raggio (non più di 10 cm) e su una frequenza specifica (13,56 mhz).

Ma Apple Pay potrà essere usata anche per gli acquisti online. E per pagare i servizi come Uber che si usano nella vita reale, ma si pagano online. E la sicurezza? Ci penserà il lettore di impronte digitali presente sull’iPhone.

3. BEACON. È un sistema di pagamento digitale che invece dell’NFC sfrutta un nuovo tipo di collegamento bluetooth a basso consumo: il BLE (Bluetooth Low Energy). Quando uno smartphone entra nel raggio d’azione di un dispositivo Beacon, si attiva un collegamento “spontaneo” e da quel momento è possibile effettuare una transazione. Tra i suoi sostenitori c’è Paypal che sta distribuendo negli Usa alcune chiavette usb che permettono il collegamento tra i cellulari dotati di app Beacon e la cassa dei negozi. E piace anche a Apple che ha lanciato il progetto iBeacon. Un vantaggio (o svantaggio?) è che i dispositivi Beacon possono essere usati dai commercianti non solo per i pagamenti, ma anche per segnalare sconti e promozioni ai cellulari che si trovano in prossimità.

4. COIN. E se una sola carta potesse sostituire il bancomat, le carte di credito, e quelle regalo? Questa è l’idea alla base di Coin, la start-up di San Francisco, che ha inventato una tesserina di plastica formato carta di credito, in grado di contenere tutti i dati delle altre carte. Basta selezionare l’account appropriato con un clic su un piccolo pulsante e strisciarla su un lettore per fare il pagamento. Dov’è il trucco? I dati delle carte sono stati caricati precedentemente su Coin attraverso lo smartphone (e il collegamento BLE). E sempre lo smartphone ne garantisce la sicurezza: quando la super-carta si allontana di qualche metro dal telefono, smette di funzionare.

Bell’idea, vero? In realtà Coin ha ancora qualche difetto. La batteria, per esempio, dura solo due anni e non si può sostituire. In futuro però le cose potrebbero migliorare.

5. VENMO. È un’app, non ancora disponibile in Italia, che permette agli utenti di trasferire rapidamente i soldi dal proprio conto Venmo (che si appoggia su una carta di credito) ad un altro, con pochi clic e senza pagare commissioni. Qualche mese fa è stato acquisito da Paypal, dunque ne sentiremo parlare ancora. Si usa via web o attraverso un’app del cellulare, ma si può scambiare denaro solo coi proprio contatti, un po’ come fosse un social network. In realtà proprio di quello si tratta: non a caso ci si può iscrivere anche con le credenziali di Facebook.

6. GOOGLE WALLETIl servizio di Google per semplificare i pagamenti esiste già da qualche anno. L’idea di fondo è sempre la stessa: trasformare il nostro telefono cellulare in un portafoglio senza costi aggiuntivi, utilizzando la tecnologia NFC per trasmettere i dati a un sensore collegato alla cassa di un negozio. Almeno sulla carta, niente di diverso da ciò che propongono Paypal e Apple. Il che significa che stiamo per assistere a una battaglia tra giganti per la conquista del maggior numero di negozi e di smartphone. La buona notizia? Presto potremo davvero lasciare a casa il portafogli.

Fonte: Focus