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Categoria: Web agency

Emotional Branding come chiave per il successo

Fare emotional Branding significa creare legami emotivi profondi per fidelizzare e rendere memorabile una adv

La connessione emotiva, l’empatia, è tanto importante nei rapporti umani quanto nel marketing. Nel melting pot creato dall’era digitale fare Emotional Branding diventa fondamentale per poter emergere dal rumore di fondo che si è inevitabilmente venuto a creare, quando i target passivi si sono trasformati in massa in stakeholders attivi. Ogni marketer sa bene quanto sia importante il marchio, perché permette di stabilire “familiarità”, un vero e proprio legame emotivo con i clienti che permette di distinguere un brand dai concorrenti. Coca-Cola, Apple, Ferrari, McDonald, Mtv, Disney, Gucci, Chanel o Armani: il loro successo trascende il logo, trasformandosi in vero e proprio affetto stabilito con i clienti. In mezzo a questo turbinìo di emozioni che determinati brand sono in grado di suscitare è tangibile come la creazione di un legame emotivo apporti un contributo sensazionale alla redditività dell’azienda.

L’emotional branding fa in modo di differenziare un brand da un altro quindi, creando profonde relazioni intrinseche tra brand e consumatori. Quando tra questi si stabilisce una relazione emotiva il legame diventa più forte, quasi indissolubile, che porta la fedeltà al marchio ad un livello superiore dove il consumatore è più propenso a soprassedere sul prezzo e spesso anche a difetti sulla qualità del prodotto. Solo un approccio di marketing personalizzato e basato su insight è in grado di formare un forte legame con un brand. Fornire emozioni, soluzioni (da intendere anche come soluzioni e aiuti psicologici) non un mero prodotto è quello che cercano i consumatori 3.0. Il dominio del social media marketing rende ancora più forte la necessità di creare legami personali con i clienti.

Per creare un legame emotivo ci vuole più di un buon marketing; per fare del buon emotional branding bisogna anteporre e mettere in risalto le esigenze dei propri clienti a quelle del proprio prodotto. Vediamo come.

1. Sposta l’attenzione

Pensate di parlare ad una platea di persone non di consumatori. Pensate ad un’esperienza da creare non solo a dei prodotti. Pensate ad instaurare un dialogo non solo a divulgare informazioni.

L’emotional branding funziona al meglio quando si parla al singolo non ad una massa; una persona che vive, lavora, pensa e sogna riuscendo a convogliare il suo desiderio. Ciò funziona quando si conosce davvero la propria audience; studiarne identità e desideri aprirà la strada alla costruzione di un ottimo emotional branding.

2. Crea materiale coinvolgente e condivisibile

La condivisione è la forma migliore di pubblicità perché sincera e gratuita. Diventare virali o dei meme non ha prezzo, analizzate quindi quello che state creando in modo da personalizzarlo e adattarlo a questo tipo di approccio.

3. Scopri e spingi gli “Hot Buttons”

Il veterano del marketing Barry Feig parla di “hot buttons“, ossia tasti emotivi da spingere per convincere la gente ad acquistare: desiderio di controllo, eccitazione della scoperta, valori della famiglia, desiderio di appartenenza, divertimento come ricompensa, mancanza di tempo, desiderio di ottenere di meglio, auto-realizzazione, diventare più intelligenti, potere/influenza, infine la più classica realizzazione di un desiderio. La lista è piuttosto lunga ma non è necessario “spingere” tutti i bottoni: pensate al vostro target ideale e individuatene tre o quattro che si rivolgano maggiormente a loro e concentrate i vostri sforzi di branding su di loro.

4. Racconta una storia

Lo storytelling è quello che – da secoli – usiamo per creare relazioni emotive. Chi di voi è riuscito a riprendersi dalla morte di Mufasa?

Le storie non sono necessariamente nuda cronaca anzi, le storie migliori sono quelle che ci rimangono impresse anche molto tempo dopo che abbiamo chiuso il libro. Lo stesso vale per il business storytelling. Se volete che il vostro cliente continui a pensare a voi assicuratevi di narrare una storia per farli sentire quello che vogliono sentirsi.

5. Lascia un sentimento forte

L’obiettivo non è quello di dare più informazioni possibili sul vostro brand o sul vostro prodotto. Quello che deve sopravvivere alla vostra adv è la sensazione che si è provata. Nel mini-film girato da Baz Luhrmann per Chanel N.5 il profumo è citato per qualche secondo alla fine dello spot ma la sensazione di glamour estremo, trasgressione, femminilità e trasporto sono il vero fulcro di questo piccolo capolavoro d’advertising.

Questo è il modo migliore per distinguersi dalla concorrenza, andare controcorrente. Far sorridere… o piangere.

Fonte: ninjamarketing

La professione di agente immobiliare si trasforma (confrontandosi) sui social network

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I social network sono uno strumento sempre più imprescindibile per gli agenti immobiliari. Non solo dal punto di vista professionale – per raggiungere clienti, promuovere servizi, costruirsi una “reputazione” – ma anche per confrontarsi sulla propria attività lavorativa, scambiarsi idee ed opinioni. In poche parole: fare gruppo.

Just British, scuola di lingue e di informatica, sceglie PaperFly per la gestione delle sue attività.

2PaperFly è la piattaforma, realizzata da Comma3, che gestisce in modo efficace e completo tutte le operazioni legate a quelle attività che prevedono anagrafiche utenti, corsi, pagamenti, aule/gruppi.

E’, quindi, ideale per scuole, palestre, accademie, centri congressi, etc.

10 errori da evitare per il vostro sito internet. Quali sono le scelte che possono allontanare gli utenti dal vostro sito internet?

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Nell’epoca del digital marketing facciamo tanto per creare contenuti di qualità che attirino l’attenzione degli utenti nel mare magnum del web ma poi capita che, nel tentativo di essere originali, si finisca per perdere per strada l’utente. Spesso accade che su un sito vi siano elementi che rischiano di distrarre i navigatori e sortiscono quindi l’effetto contrario a quello sperato.

Onde evitare che dal vostro spazio web possa verificarsi una fuga di massa abbiamo raccolto da Ragan.com le 10 mosse da non compiere se volete che l’utente visiti il vostro sito internet per più di qualche secondo.

Presentato il programma di IF! Italians Festival, il primo festival italiano della creatività nella comunicazione

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Come valorizzare la creatività all’interno di una campagna di comunicazione e, ribaltando la prospettiva, come realizzare campagne di marketing innovative e capaci, quindi, di raggiungere l’obiettivo. Questi gli obiettivi della prima edizionedi IF! Italians Festival, l’evento che ADCI, Art Directors Club Italiano e Assocom, l’associazione delle aziende di comunicazione, organizzeranno con il patrocinio del Comune di Milano.

I 5 errori più frequenti nel marketing turistico – 2 parte

cCome promesso concludo l’articolo precedente indicando gli ultimi due errori più frequenti commessi da albergatori e operatori turistici impegnati nella promozione online del proprio hotel.

Oltre quindi alla necessità di avere un ottimo sito web aggiornato prima dell’investimento nel marketing, di pubblicare il listino prezzi e di avere buone foto realistiche e che rendano giustizia alla struttura, ecco gli ultimi due punti che chiudono il quadro degli errori da evitare per avere successo nel web.

I 5 errori più frequenti nel marketing turistico – 1 parte

aDopo oltre 10 anni di esperienza nell’ambito del web marketing e un ampio bagaglio conoscitivo del marketing turistico, ho constatato numerose casistiche e posso dire che nel tempo ho riscontrato una certa ripetitività negli errori commessi da albergatori e titolari di attività turistiche in genere.

Ecco quindi i 5 sbagli più comuni tra gli operatori turistici che curano l’immagine della propria struttura alberghiera online, nella speranza che possa essere d’aiuto e da monito per quanti lavorano grazie alla loro presenza sul web.

Comma 3 – Diamo il benvenuto a…

logo_aicnaLa web agency Comma 3 è lieta di annunciare tra i suoi nuovi clienti A.I.C.N.A. Accademia Italiana di Citologia NAsale.

E’ un’associazione senza fini di lucro e ha come scopo la promozione e lo sviluppo degli studi sull’applicazione della Citologia Nasale nell’ambito della medicina, della biologia e delle scienze ambientali.

Per visitare il loro sito web clicca qui.

Fonte: http://www.comma3.com/

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