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Il 2010 secondo Yahoo!

Il disastro del Golfo del Messico ed i mondiali di calcio sono i due temi più cercati su Yahoo!

Come tradizione anche quest’anno Yahoo! ha pubblicato il suo “Year in review” in cui vengono riassunte le maggiori tendenze della rete nel 2010 viste attraverso ciò che gli utenti cercano sul motore di ricerca Yahoo! Search. I primi dati diffusi riguardano gli Stati Uniti dove il tema più ricercato è stato il disastro petrolifero del Golfo del Messico.

Al secondo posto spicca invece il mondiale di calcio sudafricano con relative ed immancabili vuvuzela. Un terzetto di celebrità, Miley Cyrus, Kim Kardashian, Lady Gaga, occupa le posizioni dalla tre alla cinque e precede l’iPhone di Apple che costituisce il termine tecnologico più ricercato dell’anno.

A completare la top ten troviamo nell’ordine: Megan Fox, Justin Bieber, American Idol, Britney Spears. Per ulteriori dettagli e per le classifiche di categoria rimandiamo al sito yearinreview.yahoo.com A breve le sedi locali di Yahoo! diffonderanno analoghe statistiche per gli altri mercati.

Fonte: www.azpoint.net

Google, ossessione social

Mountain View avrebbe fatto due offerte per acquistare Twitter. E intanto punta a Groupon. Nella speranza di mettere finalmente un servizio di questo tipo nel suo paniere

Roma – I tentativi di BigG di portare al grande pubblico un servizio social non sono andati benissimo. Ma se il social network che Mountain View brama costruire esistesse già? Secondo quanto riferito da una fonte, infatti, Google avrebbe tentato quest’anno di acquistare Twitter, mettendo sul banco 2,5 miliardi di dollari (rifiutati, addirittura, come “un’offesa”). E alzando, secondo un’altra fonte, poco meno di tre mesi la sua offerta a 4 miliardi.

All’inseguimento dei cinguettii ci sarebbe poi anche Microsoft. Non è un fatto inusuale che le grandi aziende IT tentino, informalmente, un approccio nei confronti di una startup come Twitter, caratterizzata da grande successo ancora da monetizzare: tuttavia è interessante collegare il possibile affare con gli accordi che queste due aziende stanno stringendo per integrare i flussi di dati provenienti dal servizio di microblogging ai rispettivi motori di ricerca.

Google, poi, è ancora alla ricerca del suo social network: da un lato per ribattere a Facebook che si sta facendo sempre più prepotentemente avanti in settori che, finora, non gli competevano (arrivando a pestare, di fatto, i piedi a Mountain View), dall’altro per principio, dal momento che sono anni che ci prova. L’ultimo tentativo in ordine cronologico, Google Buzz, proprio da Twitter prendeva alcune delle sue caratteristiche fondamentali.

Intanto Mountain View continua con le sue acquisizioni di aziende in vari settori e sarebbe ora in trattativa per Groupon, il sito di offerte giornaliere a livello locale. E che, fattore che potrebbe per l’appunto stuzzicare ulteriormente BigG, ha anche alcuni elementi social: un modello commerciale a cui Google era già stata interessata (e frustrata nel suo desiderio) quando tentava l’acquisto di Yelp.

Possibili concorrenti interessati sarebbero poi eBay, Amazon e Microsoft. L’affare dovrebbe in ogni caso valere più dei tre miliardi di dollari offerti poco tempo fa da Yahoo! e rifiutati da Groupon.

Tra Google e Groupon, poi, l’incognita antitrust, che aveva già rischiato di fermare l’acquisto (da appena 750 milioni di dollari) di AdMob e che minaccia ancora di fermare quello di ITA, l’azienda strategica nel mercato dei biglietti aerei che vale 800 milioni di dollari.

Fonte: www.punto-informatico.it

Internet: Francia, tassare giganti

google-yahooPARIGI, 6 GEN – La commissione Zelnik è per tassare Google, Yahoo e Microsoft per migliorare l’offerta legale di musica e film su Internet. La commissione è incaricata, in Francia, di trovare una soluzione per remunerare gli artisti.
In un rapporto consegnato oggi al ministro della Cultura, Frederic Mitterrand, la commissione, presieduta da Patrick Zelnik, esperto del settore, chiede in particolare una tassa su tutti i link sponsorizzati e sui banner pubblicitari di Internet.

Fonte: ansa.it

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