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Categoria: Approfondimenti

Audiweb svela i primi dati mobile: gli italiani navigano più da smartphone che pc

smartphone-tlf-epa-kERG--258x258@IlSole24Ore-WebAlla fotografia dell’internet italiana fino a oggi mancava un pezzo rilevante, ovvero tutto quello che facciamo decine di volte al giorno quando consultiamo social network, news e app su smartphone e tablet. I primi dati confermano un sentore diffuso tra gli addetti ai lavori: l’internet mobile non è un fratello minore di quanto avviene su pc, anzi, nella giornata media lo supera.

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facebookokFacebook ha comprato LiveRail una delle piattaforme per la monetizzazione dei video più note degli Stati Uniti d’America. Costo dell’operazione: 500 milioni di dollari.

LiveRail, fondata nel 2007 a San Francisco e con sedi dislocate in tutto il mondo, può vantare un portafoglio clienti di tutto rispetto.

I video pubblicitari, soprattutto in versione mobile, sono senz’altro un business redditizio e in grande crescita. Per questo Facebook ha deciso di investire tanto in LiveRail, società che negli ultimi tre anni ha dimostrato di saper aiutare gli editori a monetizzare molto bene i contenuti.

Molto presto, dunque, potremmo trovarci video inserzioni pubblicitarie sulla nostra time-line di Facebook.

Ecco l’annuncio ufficiale di Facebook:

http://newsroom.fb.com/news/2014/07/facebook-to-acquire-liverail/

Fonte: Ilmanagement

COME RENDERE LA TUA PAGINA POPOLARE: mostra agli utenti ciò che vogliono

still-of-mel-gibson-in-what-women-want-2000-large-pictureFacebook da qualche tempo ha modificato il suo algoritmo.

Risultato?
Molte aziende hanno lamentato un crollo delle visite sulle loro pagine semplicemente perché i loro post non apparivano più sui newsfeed degli utenti.

Java, fine del supporto per Windows XP

3Le prossime versioni di Java non sono compatibili con Windows XP. Gli utenti non riceveranno più aggiornamenti e dovranno prestare massima attenzione.

Le prossime versioni del noto plugin – Java SE 7u65 e Java SE 8u11 – non funzioneranno su Windows XP. Senza nessun comunicato ufficiale, Oracle ha interrotto il supporto per il vecchio sistema operativo di Microsoft. L’azienda rilascerà le nuove release in occasione del consueto ciclo di aggiornamenti trimestrali, il 15 luglio prossimo. A proprio rischio, gli utenti potranno continuare ad utilizzare le attuali versioni, ma non riceveranno più le patch di sicurezza.

Con pochi dollari lo smartphone diventa un microscopio

smartphone-tlf-epa-kERG--258x258@IlSole24Ore-WebPresto, molto presto, lo smartphone che avete tra le mani e che già tante cose fa per voi, potrebbe diventare qualcosa di più: un microscopio potente puntato su tutto ciò che vi circonda. Steve Lee, ricercatore della Australian National University (Australian National University ) è riuscito a realizzare, e ha già cominciato a sperimentare, una lente da aggiungere all’obiettivo della fotocamera di qualunque telefonino e capace di portare l’ingrandimento fino a un fattore 160x. Che significa, per capire, riuscire a vedere oggetti di appena 5 millesimi di millimetro, dieci volte di più della dimensione media di una cellula del nostro corpo. E infatti proprio l’esame delle cellule è uno dei primi usi ai quali Steve Lee ha pensato per la propria invenzione: ciascuno di noi, immagina, se ha dei dubbi su un neo o una macchia comparsa all’improvviso potrebbe fare una prima analisi delle cellule cutanee, fotografarle e spedirle al proprio medico senza muoversi da casa.

«Sul wi-fi pochi dati, ma non c’è rischio cancro»

wifi63L’opinione dei medici sui presunti rischi da onde elettromagnetiche: «Esporsi per 24 ore equivale a una telefonata di 20 minuti sul cellulare. E neanche questo è dimostrato essere dannoso»

«Se davvero le onde wi-fi facessero male, allora dovremmo smettere di usare anche radiosveglia e televisore. Entrambi ricevono onde radio più potenti, perché le emittenti sono molto lontane e quindi è necessaria una forza estremamente maggiore».

LinkedIn mette in mostra le opzioni universitarie

GGGPer leggere il proprio futuro, i giovani setacciano un database di 259 milioni di curriculum vitae.

LinkedIn è ampiamente considerato il social network per gli adulti, con oltre 259 milioni di persone connesse in tutto il mondo per condividere il proprio curriculum vitae. Non è mai stato concepito per divenire un paradiso adolescenziale. Laddove gli adulti si dilettano a pubblicare lo storico della propria professione, è difficile immaginare che giovani babysitter e commessi dei fast-food siano emozionati all’idea di elencare i propri lavori part-time.

Perché Facebook ha comprato (a caro prezzo) il non redditizio WhatsApp?

WWWMark Zuckerberg paga 19 miliardi di dollari (tra azioni Facebook e contanti) per acquistare WhatsApp, il sistema di messaggistica istantanea che cresce di un milione di utenti al giorno. Perché l’ha fatto? Cerchiamo di capirlo.

Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, ha appena acquistato per 19 miliardi di dollari WhatsApp. Ha messo sul tavolo l’equivalente di 12 miliardi di azioni di Facebook e staccato un assegno da 4 miliardi di dollari (gli altri 3 miliardi sono costituiti da azioni vincolate per i dipendenti e i fondatori di WhatsApp). Un bel gruzzolo, soprattutto se confrontato a quello speso sempre da Mark nel 2012 per comprare Instagram (poco meno di un miliardo di $).

Gli italiani che acquistano online sono 13,5 milioni. Finisce l’era del passaparola?

ecommerce-carrelloShopify è un negozio che produce negozi. Tecnicamente è una tra le tanti soluzioni di software as a service per implementare servizi di e-commerce. Nella pratica invece è l’indizio che l’informatica dentro al commercio elettronico sembra essere diventata una applicazione, neanche troppo complicata, quasi quasi si può addirittura descriverla come una commodity alla portata di qualsiasi esercizio commerciale. In realtà però non è così. Quantomeno in Italia. «Da noi accade il contrario, ovvero che la domanda è più evoluta dell’offerta – spiega Roberto Liscia, presidente di Netcomm tra i relatori dell’evento Internet Days (www.internetdays.com) –.

Il consumatore si aspetta semplicità, di poter ordinare con lo smartphone, magari solo con un click. Il nostro mercato è invece drammaticamente indietro e anche nelle mani di pochi attori: 200 siti fanno il 75% del commercio totale». Quello dell’e-commerce è un gioco per pochi giganti. Altro che teoria della coda lunga. «Riesce a sopravvivere su internet chi investe, ha una strategia internazionale e sa come posizionarsi sui motori di ricerca. Servono quindi investimenti e una strategia internazionale». Per Liscia serve avere economie di scala che le nostre aziende non hanno. «I grandi giocatori come eBay e Amazon si possono permettere di fare acquisti globali. Da noi ci sono eccellenze come Yoox nel fashion e il Gruppo Banzai nella vendite di tecnologie. Ma è bene ricordare – sottolinea il presidente di Netcomm – che in Italia il saldo digitale del commercio è negativo per un miliardo di euro».

Un confronto impari che spinge Liscia a ipotizzare come possibile soluzione quella di ricorrere alle antiche logiche dei distretti, vale a dire mettere insieme i piccoli. «Perché no? – si domanda – Ha funzionato in passato». Per consolarci c’è il salto nel futuro del consumatore. In pratica gli italiani non hanno più paura del commercio elettronico. I dati dell’osservatorio Netcomm confermano che è cambiata completamente la percezione. Sono 13,5 milioni di italiani che acquistano online (+35%) su un totale di 30 milioni di consumatori. In pratica uno su due si dà allo shopping elettronico. La massa critica è stata raggiunta. L’era del passaparola è finita.

fonte: http://www.ilsole24ore.com

Informazione, gli italiani scelgono il web. Giornali di carta addio?

notizie on lineGli italiani preferiscono il web alla carta stampata. Per noi di ItaliachiamaItalia, che con internet ci lavoriamo ogni giorno, non è una novità. Ma crediamo non sia una novità nemmeno per quegli editori che vedono ridursi le vendite dei propri prodotti cartacei giorno dopo giorno, ormai da tempo. Chi ci va più in edicola? Con i giornali tradizionali dopo le dieci del mattino ci si incarta il pesce al mercato, ricordate? Eppure i contributi statali quando si tratta di giornali ‘di carta’ piovono… Anche per ciò che riguarda i giornali italiani all’estero. Ma chi li compra poi?

Al contrario, per il web non c’è niente. Non esistono contributi. L’Italia non sostiene il www. Quella a favore dell’informazione online è una battaglia che ItaliachiamaItalia porta avanti da tempo. Ma a quanto pare, siamo soli in questa lotta. La politica? Pensa sempre e solo ai fatti propri. Vatti a fidare delle promesse di certi politici.

Veniamo ai dati. A monitorare l’evoluzione del consumo dei media nel BelPaese ci ha pensato la nona edizione del Rapporto sulla comunicazione del Censis-Ucsi. E così scopriamo che gli italiani si confermano un popolo di teledipendenti con un consumo che oltrepassa il 97 per cento. La televisione continua ad essere la vera signora delle nostre case. Ma il web avanza. E sempre più connazionali, dentro e fuori i confini dello Stivale, sono ormai degli esperti “navigatori”. E chi non lo è, lo sta diventando. Internet per la prima volta supera infatti la soglia psicologica del 50 per cento. Ottimo.

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