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Google News: le videoconferenze di Google Meet gratuite!

Chi possiede un account Gmail si sarà accorto della presenza sul pannello laterale dell’accesso rapido a Google Meet

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Google News: ottime notizie per il settore alberghiero!

Per tutti coloro che utilizzano Hotel Ads, Google ha rilasciato uno strumento nominato “commissioni (per soggiorno)“, che permette di sostenere i costi relativi alle campagne pubblicitarie soltanto quando il soggiorno è concluso dagli ospiti.

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Social media e Playstation: il vangelo natalizio è sempre più digitale

digitale-smartphone-cellulari-120725133032_mediumGrazie alla benedizione delle nuove tecnologie possiamo esprimere gioia e gratitudine per il grande piano di Dio per i suoi figli in un modo che può essere udito…in tutto il mondo”. La chiesa di Gesù Cristo e dei Santi degli Ultimi Giorni, ha un’intera sezione, sul suo sito , dedicata alla diffusione della parola divina attraverso i social media.

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I supereroi Marvel e DC invadono i social media

I-supereroi-Marvel-invadono-i-social-media3Da grandi social media, derivano grandi illustrazioni.

Se il cinema ci ha abituato agli universi Marvel e DC trasportati nella nostra realtà, in quest’epoca caratterizzata dal social, l’illustratore di Boston Ed Shems, ha creato “How superheroes use social media“, una serie di esilaranti e spassose illustrazioni su ciò che accade quando i supereroi  iniziano ad usare i social media e non solo.

Infatti possiamo trovare Hulk alle prese con le recensioni sugli acquisti su AmazonBatman che tweetta l’ultima impresa, Punisher che sorprende i ladri con un check-in su Foursquaree tanti altri.

Le illustrazioni di Shems affrontano in maniera divertente e sfrontata un argomento delicato come l’uso improprio dei social e riescono a farci ragionare mentre ci strappano un sorriso, prendendo in prestito dalle due case editrici americane di fumetti i loro supereroi più famosi.

 

Fonte: http://www.ninjamarketing.it

La nostra vita? Un fumetto grazie a ‘Bitstrips’

bitstrips_appUn’idea semplice, costi pari a zero e tanta creatività. Questi i segreti di un gruppo di giovanissimi ragazzi di Toronto che in poco più di un anno hanno invaso Facebook con la divertentissima app ‘Bitstrips’ che permette di ‘raccontare’ la propria vita in un fumetto. Dieci milioni di utenti si sono già trasformati e ora parlano con amici e parenti grazie a nuvolette colorate. Appassionati destinati, di sicuro, a crescere in maniera vertiginosa visto il rilascio della app, in forma gratuita, per tutti gli utenti iPad e iPhone e dispositivi Android.

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Google Glass, 3 app che ti convinceranno a usarli

Google-glass-orange_h_partbL’obiettivo finale di Glass (e di gran parte dei dispositivi indossabili) è tanto chiaro quanto ambizioso: permettere all’utente di dimenticarsi della tecnologia, integrandola in modo silenzioso nel suo quotidiano. Al momento si tratta di un traguardo piuttosto lontano, considerando che l’avanguardia tecnologica nel mercato odierno è rappresentata da smartphone e tablet che ancora richiedono una tasca che li contenga e delle dita che impartiscano comandi.

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Skype fa gola ai giganti web Google e Facebook trattano

TORNA l’incrocio tra grande finanza e il mondo dei social network. Nel giorno in cui il social network cinese Renren sbarca a Wall Street raccogliendo quasi 750 milioni di dollari dagli investitori, ripartono a sorpresa le trattative per la vendita di Skype. La notizia è rimbalzata dall’altra sponda dell’Atlantica e vale doppio: a contendersi il controllo della società famosa tra gli utenti del web perché concede la possibilità di telefonare anche gratuitamente sono addirittura i due colossi del mondo internet: Google e Facebook.

Fonti finanziarie vicine alla trattative, hanno confermato che le due società hanno avviato trattative parallele, una all’insaputa dell’altra, per rilevare il pacchetto di maggioranza di Skype (circa il 70% delle azioni) al momento in mano a un gruppo di investitori privati (tra cui un fondo pensione canadese) che l’aveva rilevato da eBay nel 2005 per 1,9 miliardi di dollari. In realtà, i proprietari di Skype stanno valutando cosa convenga di più tra la vendita al maggior offerente tra Google e Facebook e la quotazione della società in Borsa. È da tempo, infatti, che i consulenti del provider telefonico stanno lavorando per lo sbarco a Wall Street, con un valutazione che si aggira tra i 3 e i 4 miliardi di dollari.

Google e Facebook non hanno voluto commentare la notizia anche per non alimentare l’asta abilmente organizzata dai vertici di Skype. Ma è indubbio che quest’ultima non possa che passare di mano a breve: nonostante i suoi 124 milioni di contatti a mese, la redditività di Skype – proprio per la gratuità dei suoi servizi – è molto limitata e la pubblicità non è mai decollata. Per questo motivo, la prossima fase di crescita non può che passare attraverso un’alleanza di carattere industriale.

Del resto, il momento appare finanziariamente favorevole. Come ha dimostrato il successo della quotazione di Renren, che in cinese significa letteralmente “uomo uomo” e che si può quindi tradurre con “tutti quanti”. Il clone cinese di Facebook, è il primo social network a sbarcare a Wall Street, dove ha raccolto 743,4 milioni di dollari, pari a 67 volte il fatturato dello scorso anno. In pratica, il doppio della valutazione di Facebook da parte degli analisti, che è ferma a 25 volte le entrate 2010 (50 miliardi). Il che potrebbe invogliare i manager di Facebook ad accelerare i tempi della quotazione, ora prevista per la primavera del 2012. Del resto, se ha avuto successo Renren, che può vantare il maggior numero di pagine visitate in Cina e realizza in un solo paese circa un quarto degli utenti di Facebook nel mondo (117 milioni contro 500) perché non dovrebbe averlo anche la creatura di Mark Zuckerberg?

Fonte: http://www.repubblica.it

La Francia multa Google per Street View

L’autorità per la privacy francese ha inflitto una multa record da 100 mila euro a Google per il servizio Street View, che consente visite panoramiche delle strade cittadine, attraverso Google Maps e Google Earth. «È una multa record – spiega al quotidiano  Le Parisien Yann Padova, responsabile della tutela della privacy in Francia – da quando abbiamo ottenuto nel 2004 il potere di imporre sanzioni».

In Europa il sevizio Street View di Google ha sollevato numerose accuse di violazione della privacy da quando è stato introdotto nel 2007. La stessa Google nel 2010 ha ammesso che le sue auto equipaggiate per catturare le immagini che poi consentono le visite panoramiche online hanno inavvertitamente catturato dati privati riguardanti Wi-Fi, password ed e-mail.

In pratica il servizio Street View si appoggia alle reti Wi Fi e finisce per intercettare il traffico che passa per quella rete. La Cnil francese ha detto che Google si era impegnata a cancellare questo tipo di dati, ma in realtà non l’ha fatto. L’autorità ha quindi disposto la multa considerando una «raccolta ingiusta» di informazioni l’attività d Street View. Google ha rinnovato le sue scuse per questa raccolta di dati privati.

Fonte: http://www.lastampa.it

Google contro la Cina su Gmail

Per Mountain View il governo di Pechino sta rallentando e bloccando il servizio di posta elettronica su web.

Nelle ultimo settimane utenti internet in Cina hanno riportato grosse difficoltà con Gmail segnalando su diversi microblog che il servizio di posta elettronica è lento o inaccessibile. Google afferma che la responsabilità è da imputare al governo di Pechino. “Sul nostro fronte non ci sono problemi tecnici. Abbiamo controllato in modo esteso”, dichiara un portavoce di Google. “Questo è un blocco governativo attentamente progettato per farlo sembrare un problema di Gmail”.

I recenti problemi di accesso non sono categorizzati come interruzioni significative da parte dei report di Google sul traffico, questo probabilmente perché sono intermittenti e men dettagliati.
Il bloc di Gmail coincide con i recenti sforzi cinesi di sopprimere qualsiasi citazione della cosiddetta “Jasmine Revolution” avviata come campagna online richiedente proteste contro il governo locale.

Gmail ha già registrato problemi in Cina in passato. A gennaio 2010 ad esempio Google aveva detto che un attacco originato dalla Cina aveva tentato di infiltrarsi e accedere ad account di posta di attivisti cinesi per i diritti umani.

Gli attuali problemi di accesso si aggiungono a una crescente lista di prodotti Google bloccati totalmente o parzialmente nel Paese. Ad esempio gli utenti  non possono più accedere a YouTube o Blogger e anche Google Maps sarà limitato se non verranno risolti questioni di licenze entro luglio.

Fonte: http://www.cwi.it

Google modifica l’algoritmo per migliorare la qualità dei risultati

L’aggiornamento riduce la visibilità dei siti «fotocopia» o di scarso valore

NEW YORK
Google ha modificato l’algoritmo del suo motore di ricerca, nel tentativo di migliorare la qualità dei risultati delle ricerche.

«L’aggiornamento – si legge sul blog di Mountain View – è pensato per ridurre il ranking, ovvero la visibilità nei risultati di ricerca, dei siti di bassa qualità, quelli che hanno pochi contenuti di valore aggiunto per gli internauti o ad esempio con notizie fotocopia di altri. Allo stesso tempo saranno premiati i siti Internet di qualità, quelli con informazioni originali, analisi e approfondimenti».

Diversamente dalle molte altre modifiche già apportate, ma in molti casi piccole, questa novità merita un annuncio, dicono da Google, perchè influirà per circa il 12% sui risultati delle ricerche, una percentuale significativa che potrà essere apprezzata dagli utilizzatori. La modifica interessa per ora la versione Usa del motore, ma verrà presto estesa agli altri Paesi.

Anche se non dichiarato esplicitamente, l’obiettivo sembra quello di colpire i cosiddetti «content farm», come eHow e Answerbag, siti Web che pubblicano migliaia di contenuti al giorno col solo scopo di apparire più in cima possibile nell’elenco dei risultati.

L’aggiornamento dell’algoritmo, precisa Mountain View, non si basa sull’opzione introdotta la scorsa settimana sul suo browser Chrome e che consente agli utenti di bloccare siti ritenuti futili. Tuttavia,  i siti penalizzati dal nuovo algoritmo coincidono per l’84% con quelli segnalati dagli internauti.

Fonte: http://www.lastampa.it

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