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Decollano gli accessi a Facebook da cellulari e tablet e arriva un’unica versione per il mobile

Se fosse una nazione, sarebbe la quarta più popolata al mondo dopo Cina, India e Stati Uniti. Decollano gli accessi a Facebook da cellulari e tablet: il social network ha appena superato la soglia di 250 milioni di utenti unici mensili che leggono le sue pagine in strada, in viaggio o a casa senza impiegare una connessione alla rete fissa.

Per accedere ai loro profili utilizzano le applicazioni software da iPhone, Blackberry, Nokia e smartphone con il sistema operativo Android. La maggior parte naviga attraverso i browser. Anzi, Facebook ha semplificato l’interazione per il suo pubblico. Finora aveva una pagina dedicata ai dispositivi con schermo touch e un’altra per i cellulari meno potenti. Ma gli sviluppatori software hanno ammesso che era troppo complesso gestire l’evoluzione di ogni versione del social network. E quindi hanno costruito una singola piattaforma all’indirizzo m.facebook.com. Nel mondo la rete sociale online lanciata da uno studente di Harvard, Mark Zuckerberg, e da tre suoi amici del college ha raggiunto 600 milioni di persone.
Ma per le successive espansioni Facebook guarda ai paesi in via di sviluppo, a partire dall’India dove ha aperto di recente un centro per gli sviluppatori software e ha conquistato il podio come social network più frequentato, sottraendo il primato a Orkut. Diventa decisivo l’accesso da cellulare, soprattutto nelle aree non raggiunte da connessioni fisse. Secondo l’Itu alla fine dell’anno scorso erano 5,3 miliardi gli utenti di telefonia mobile: può collegarsi ai network di telecomunicazione il 90% della popolazione. E Facebook si prepara all’avanzata. Ha comprato Snaptu: è un’azienda specializzata nell’arricchimento dell’interazione con il social network attraverso gli schermi di cellulari meno potenti degli smartphone.
L’espansione procede rapida. Lo scorso febbraio la rete sociale online aveva 100 milioni di utenti attivi che leggevano le sue pagine in mobilità, raddoppiati a novembre. E da allora si sono aggiunte altri 50 milioni di persone.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com

Tablet, Motorola debutta sul mercato con Xoom

NEW YORK
Dopo mesi di monopolio totale di Apple, la guerra tra tablet si fa seria. Esce oggi sul mercato il Motorola Xoom, il primo vero concorrente dell’iPad. Secondo gli esperti, Xoom è l’unico in grado di dar fastidio al colosso informatico di Cupertino, grazie a una nuova versione del sistema operativo studiato da Google Honeycomb, per la prima volta applicato a un tablet.

Come l’iPad, Xoom ha uno schermo da 10 pollici, ha circa lo stesso spessore e peso anche se è più stretto e più lungo, ha molte applicazioni, più simili a un computer che a uno smartphone e ha un processore più potente dell’iPad di prima generazione. Ha sia una telecamera posteriore che anteriore, a differenza del prodotto firmato Apple, migliori altoparlanti e una risoluzione superiore dello schermo.

Sfortunatamente per i consumatori alla ricerca di alternative all’iPad, Xoom ha un tallone d’Achille: il prezzo. Mentre l’iPad è disponibile in una gamma di modelli a partire da 499 dollari fino a 829 – senza dover stipulare nessun contratto – l’ultimo nato Motorola costa 800 dollari, prezzo base.

Fonte: http://www.lastampa.it

Dagli smartphone ai tablet pc: ecco le mosse dei rivali di Apple

La sesta edizione del World Mobile Congress, la più grande fiera mondiale della telefonia, si è aperta questa mattina, ma già ieri alcuni produttori hanno presentato in anteprima le novità per la prossima stagione. Samsung, ad esempio, ha lanciato una nuova versione del Galaxy Tab, il tablet computer presentato appena cinque mesi fa.

E’ infatti su tablet e smartphone che si giocherà il mercato della telefonia mobile nei prossimi anni: la supremazia di Apple con l’iPad (quindici milioni di esemplari venduti) è destinata a durare ancora per molto tempo, ma l’ascesa dei concorrenti è veloce e continua. Se il Galaxy Tab 2010 si distingueva per lo schermo da soli sette pollici, la nuova versione ne adotta uno da 10,1 (come sull’iPad, anche se con una risoluzione di poco superiore). E’ un apparecchio completamente diverso dal fratello minore: nero anziché bianco, con una fotocamera frontale da 8 Megapixel e un veloce processore dual core, è basato su Android 3.0 di Google, pensato apposta per i tablet. In Italia arriverà ad aprile, distribuito in anteprima da Vodafone. Prezzo non ancora dichiarato, ma difficilmente sarà più basso dell’iPad, che dovrebbe essere rinnovato più o meno nello stesso periodo. E in primavera sono attese anche le tavolette di Motorola, Lg e Rim.

Intanto prosegue la battaglia degli smartphone, un mercato cresciuto del 60 per cento nel 2010. Samsung rilancia con il Galaxy S2: sottile, potente, con un innovativo schermo Amoled da 4,3 pollici; per sincronizzare foto e musica col computer anziché il solito cavo usb usa il wi-fi. Anche qui il sistema operativo arriva da Google.

Di Windows Mobile si parla invece da Nokia, alla luce dell’accordo annunciato qualche giorno fa con Microsoft: “La nostra priorità assoluta è battere Android”, dichiara Stephen Elop, presidente del gigante finlandese. Intanto, qualche metro più in là, Sony Ericsson mostra l’ultimo nato della serie Xperia; si chiama Play (foto) ed è un incrocio tra console portatile per videogiochi e telefonino. Pensato anche questo per Android, sarà nei negozi tra un mese, con una cinquantina di titoli. Ma l’idea è di Nokia, che anni fa aveva lanciato l’N-Gage: fu un flop.

Fonte: www.lastampa.it

Nintendo tascabile ora si fa 3D accerchiato da smartphone e tablet

AMSTERDAM – È l’erede della console più venduta della storia, quel Ds acquistato dal 2004 in oltre 146 milioni di pezzi. Soprattutto è il primo dispositivo tascabile ad arrivare nei nostri negozi con schermo 3D  “glassless”, che non richiede l’uso di occhialini. Il 3ds della Nintendo in parole povere, esce il 25 marzo a 259 euro (prezzo stellare) segna l’inizio di una fase nuova per il mondo dei videogame e forse anche per quello dell’elettronica di consumo tout court. “Quando cominciamo a lavorare su una console, cerchiamo sempre di immaginare un dispositivo unico”, aveva rivelato a Repubblica da Shigeru Miyamoto, il “padre” di Super Mario, poco tempo fa. “Deve essere differente da tutto il resto. In una parola: deve essere Nintendo”. Mossa necessaria in realtà quella della multinazionale di Kyoto, considerando la stasi nelle vendite del Ds e la pirateria che impazza. E poi ci sono  i vari Apple e Google phone, il successo dell’iPad e l’arrivo dei tablet, che cominciano  a farla da padrone nel settore dei videogame tascabili. Merito di un modello di business, quello degli app store, che sta funzionando a gonfie vele con oltre mezzo miliardo di software complessivi a disposizione degli utenti, buona parte dei quali sono giochi proposti gratuitamente o a prezzi irrisori. “L’essere Nintendo” insomma, oggi significa tentare di mantenere la supremazia puntando su una differenza tecnologica avvertibile da chiunque rispetto a quel che offre il mercato.

Il 3ds esteriormente è molto simile al suo predecessore, con alcune piccole differenze. Oltre al display 3D, l’altro come in precedenza è tattile, c’è la doppia telecamera per scattare foto tridimensionali, un pad e un potenziometro laterale che regola l’effetto 3D nei giochi e nelle immagini. Consente in pratica di stabilire il grado di profondità e anche di annullare del tutto il 3D se lo si desidera. La cosa più importante però è un’altra: il 3ds funziona a meraviglia perché senza occhiali da inforcare le tre dimensioni sono tutt’altra storia. O, per usare una frase di Satoru Iwata, giovane presidente della Nintendo che assieme a Miyamoto ha risollevato le sorti della compagnia, “è la prima esperienza immediata del 3D”..

Un’altra novità è l’arrivo non solo e non tanto di una buona quantità di giochi, 25 in tutto (da Pro Evolution Soccer 2011 fino ai nuovi capitoli di Resident Evil e Metal Gear Solid), ma anche di una serie di servizi interessanti. Spot pass ad esempio è un sistema di connessione automatica con alcuni operatori di spot wi-fi (Guglielmo in Italia), che permette di ricevere contenuti in automatico. Dagli aggiornamenti ai filmati di EuroSport o Sky, tutti in 3D. Perfino cortometraggi, come la versione tridimensionale di Shaun the Sheep della Aardman Animations, la stessa di Wallace and Gromit. Difficile però capire quantità e qualità di questi contenuti. Street Pass invece è per lo scambio immediato di dati fra 3ds. In pratica, passando vicino a una persona che ha un’altra console, si riceverà sulla propria il nome, il Paese di provenienza e i titoli giocati da quest’ultima. E ovviamente è possibile giocare assieme. Infine l’E-shop, il negozio virtuale dove acquistare software e titoli vari, compresi quelli del passato.

Fin’ora, oltre ai record del Ds, la Nintendo ha incassato quelli straordinari della sua ultima macchina da casa, la Wii, oggi sopra quota di 130 milioni di unità vendute. Iwata-san ha di fatto allargato a dismisura il pubblico di coloro che giocano con i videogame conquistando moltissime persone che mai prima avevano toccato un joypad. Ma quella che è da sempre la forza di questa compagnia, concentrasi quasi unicamente sul settore dei giochi elettronici, potrebbe diventare una debolezza in prospettiva. Il 3ds, per quel che abbiamo visto, resta sostanzialmente una console con qualche contenuto nuovo di altro genere. Di sicuro farà scuola e verrà imitata, ma chissà cosa succederà quando sul mercato usciranno i primi smartphone con schermi 3D glassless, magari dotati di processore multi core e pensati per vivere in simbiosi con le ricchezze del Web, app store e social network in testa.

Fonte: www.repubblica.it

L’università sul tablet 300 milioni di lezioni

Con il Podcast web e cellulari sostituiscono il professore. E’ un soccorso per gli studenti che non frequentano e una risorsa per i più distratti

LA LEZIONE del prof si scarica sull’iPod o su un tablet e la si ascolta ovunque, fuori dalle pareti di un’aula. Il podcast cresce e crescono le università che offrono gratis, audio e video di conferenze e lezioni in rete. Il più grande “campus” accademico del mondo si trova su iTunes U: 300 milioni di lezioni in download, in 4 anni, dalla piattaforma di Apple che distribuisce corsi e immagini.

Lì sono appena sbarcate la Bocconi di Milano e l’università di Pisa. Allo stesso indirizzo, in quel crocevia di saperi senza pedaggio, si erano già insediate nei mesi passati altri quattro atenei italiani. Chiunque può ascoltare la registrazione del docente in cattedra che spiega, mostra slide, diagrammi, video dalle università dei cinque continenti. È una specie di facoltà globale: si può scegliere cosa trasferire sul computer, sul cellulare o sugli altri supporti elettronici. Si trova di tutto. Dalle lezioni di macroeconomia, ai segreti delle particelle elementari, dall’etica di Einstein a Mark Twain, dai misteri dell’ultima supernova alle tecniche di chirurgia toracica. Da Berkeley, da Yale, da Oxford, dal MIT, da Stanford, da Insead, da Coimbra, da molte altre.

Le lezioni in podcast sono un soccorso per gli studenti che non frequentano, una risorsa per i distratti che non hanno preso bene gli appunti, un’opportunità per chi vuole approfondire o semplicemente conoscere. Su iTunes U ci sono i contenuti forniti da 800 università, 350mila lezioni che docenti, famosi o sconosciuti,

tengono nei propri atenei e di cui non resterebbe traccia se non fra gli allievi che li ascoltano in diretta al chiuso di quelle stanze. Col podcast invece l’orizzonte diventa globale.

Molte accademie hanno elaborato proprie piattaforme di podcasting e di web learning, alcune riservate agli iscritti, altre ad accesso libero. Qualcuno ha messo filmati di lezioni sui canali di Youtube (per esempio la Bocconi di Milano o l’università di Reggio Emilia). Ma al momento il crocevia più affollato resta quello di Apple con contenuti che arrivano da 80 Paesi.

Se le università americane sono state le prime a sperimentare questa strada, da qualche anno sono arrivate anche le italiane. In avanscoperta è andata la Federico II di Napoli con un suo portale, “Federica”, che raccoglie migliaia di lezioni. Ha debuttato su iTunes U nella scorsa primavera con corsi di medicina, chimica, biologia, ma sull’Apple store fra le lezioni più scaricate offerte dall’ateneo napoletano ci sono quelle sulla Divina Commedia tenute dal professor Raffaele Doglio, dantista e docente di letteratura italiana.

Anche in mezzo a tutta questa tecnologia si torna lì, tra l’Inferno e il Paradiso, in 15 lezioni. “Ho ricevuto mail da un viticoltore californiano e da un sacerdote del Mozambico che avevano seguito il mio corso di storia medioevale” racconta divertita Enrica Salvatori, docente dell’università di Pisa, altro ateneo che debutta su iTunes. Salvatori da anni sperimenta il podcasting, ha creato anche un sito (historycast. org) con lezioni divulgative sulla storia: da Federico II, al Natale nel Medioevo, ai Vangeli apocrifi.

Su iTunes si trovano anche gli atenei di Trento, Trieste, Modena e Reggio Emilia. “Noi puntiamo sulle conferenze piuttosto che sul podcast dei corsi anche se ne abbiamo già di matematica e di informatica” spiega Tommaso Minerva dell’università di Modena. Lì si viaggia a una media di circa 12mila titoli scaricati la settimana, in testa alla hit c’è la conferenza di un sociologo, Vanni Codeluppi su: “Libertà immaginaria: le illusioni del capitalismo tecno-nichilista”.

Fonte: www.repubblica.it

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